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Il Comitato ONU ha individuato, all’interno dei diversi diritti sanciti dalla Convenzione per i diritti dell’infanzia (CRC) quattro principi generali trasversali, tra questi la non discriminazione, prevista dall’art. 2 della Convenzione.

Si stabilisce che quanto previsto dalla CRC si applichi a tutte le persone di minore età senza alcuna distinzione e “a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza”. Assicurarsi che non ci sia alcuna forma di discriminazione vuol dire garantire pari accesso ai diritti ad ogni bambino, bambina e adolescente che vive in Italia.

Il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia, nelle ultime Osservazioni conclusive rivolte all’Italia, ha espresso preoccupazione per le leggi, le politiche e le prassi che discriminano e rendono vulnerabili, in particolare, i minorenni poveri, i minorenni con disabilità, i minorenni Rom, Sinti e Caminanti, i minorenni di origine straniera, e i minorenni nati dentro e fuori il matrimonio. Quest’ultimo tipo di discriminazione è stato in parte superato in Italia grazie all’adozione della legge sulla filiazione del dicembre 2012 (pubblicata sulla “Gazzetta Ufficiale” del 17 dicembre 2012 n. 293, la legge 10 dicembre 2012 n. 219 (Disciplina in materia di figli naturali) eguaglia i diritti dei figli naturali a quelli dei legittimi, ovvero nati all'interno del matrimonio).

In seno alle Nazioni Unite sono state elaborate altre Convenzioni, ratificate dall’Italia, che, con un approccio olistico ai diritti umani, promuovono e tutelano i diritti di specifiche fasce di popolazione superando ogni possibile forma di discriminazione. Vengono utilizzate come strumenti giuridici di riferimento, oltre la Convenzione sui diritti dell’infanzia, anche la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, la Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna.

Recentemente l’Italia ha anche ratificato delle Convenzioni approvate dal Consiglio d’Europa che hanno un forte impatto sull’infanzia. In particolare la Convenzione per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale (Convenzione di Lanzarote) e la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). Il quadro internazionale cui l’Italia è tenuta a fare riferimento include anche le diverse Strategie concordate in seno al Consiglio d’Europa per assicurare inclusione di Rom, Sinti e Caminanti e le politiche di contrasto alle diverse forme di incitamento all’odio.

A livello di Unione Europea, il Trattato di Lisbona rafforza “i valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini” (art. 1). L’articolo 2 inoltre sancisce che “l'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore”.

In questo contesto di riferimento, l’attività dell’Autorità garante è volta ad assicurare la piena tutela dei diritti e le pari opportunità di accesso a tutte le persone di minore età. Una particolare attenzione è dedicata: al tema dei minorenni stranieri, compresi i minorenni che arrivano in Italia senza un adulto di riferimento e necessitano di specifiche misure di cura ed accoglienza, ed i minorenni richiedenti protezione internazionale; alle politiche volte all’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti, soprattutto alla tutela dei minorenni ed al loro accesso ai diritti fondamentali (cittadinanza, educazione, cura, socialità); al tema delle discriminazioni di genere e per orientamento sessuale, ed al tema della sessualità come potenziale causa di discriminazione diretta o indiretta; al tema della povertà che investe in modo sempre più drammatico i bambini e gli adolescenti che vivono in Italia; nonché alle politiche di inclusione e di accesso ai diritti dei minorenni con disabilità o con problemi in ambito psico-motorio.

Un’attenzione specifica dell’Autorità è anche rivolta a promuovere una riflessione sulla riforma della legge per l’accesso alla cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori non italiani.

Per assicurare pari diritti è inoltre necessario promuovere tutte le azioni volte a contrastare le forme dirette o indirette di incitamento all’odio.

  • L’elaborazione della proposta per la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali relativi alle persone di minore età. Il principio di non discriminazione orienta tutte le tematiche affrontate nel documento;

  • una continua interlocuzione con le istituzioni competenti e la partecipazione a diversi tavoli di studio ed analisi a livello europeo e nazionale sulla povertà relativa ed assoluta delle famiglie e dei minorenni che si acuisce sempre di più anche a causa della riduzione delle risorse destinate alla prevenzione del disagio dovuto alle difficoltà economiche.

  • Il lavoro sui minorenni stranieri, anche in collaborazione con i Garanti delle Regioni e delle Province autonome, con diversi attori istituzionali tra i quali il Ministero dell’Interno, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’ANCI e con alcune organizzazioni tra cui UNHCR, UNICEF, Defence for Children, Ibby Italia (International Board on Books for Young People), Save the Children, Terre des Hommes.

A questo tema è dedicata parte del Protocollo di intesa con il Ministero dell’Interno – Dipartimento Pubblica Sicurezza, per la definizione di linee guida e vademecum per assicurare alle Forze di polizia precise linee operative da adottare nella relazione con le persone di minore età nei diversi contesti che li riguardano.

  • La promozione di azioni positive, in sinergia con le altre istituzioni e con le associazioni che operano a tutela dei minorenni Rom, Sinti e Caminanti che vivono nel nostro Paese, con un impegno in iniziative di tipo culturale e nel monitoraggio attraverso le visite a campi autorizzati e non.

  • Interventi di sensibilizzazione sul fenomeno del bullismo legato al genere e di tipo omofobico, approfondimenti sulle discriminazioni di bambini in famiglie omogenitoriali, promozione di una cultura rispettosa dei bambini e delle bambine, anche a partire dall’immagine che viene proposta nei media: diversi aspetti sotto i quali è affrontato il tema delle discriminazioni di genere. 

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