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12
Settembre
2016

Riforma del Tribunale per i minorenni

Attenti a non perdere il patrimonio professionale-culturale e il modello di giurisdizione, conquiste di civiltà per il nostro Paese

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza sulla riforma del Tribunale per i minorenni “Attenti a non perdere il patrimonio professionale-culturale e il modello di giurisdizione a tutela delle persone di minore età, conquiste di civiltà per il nostro Paese”. La Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, è intervenuta, negli scorsi giorni, con una nota indirizzata al Ministro della Giustizia in merito alla soppressione del Tribunale per i minorenni e della Procura presso il Tribunale per i minorenni. In questi mesi l’Autorità garante ha svolto approfondimenti tematici, promuovendo un confronto sul tema con diversi incontri e tavoli tecnici, dai quali sono emerse alcune criticità: sul fronte giudicante, “la riforma in itinere non supera i problemi di confusione interpretativa e duplicato di decisioni che tuttora caratterizzano i rapporti fra giurisdizione dei Tribunali per i minorenni e giurisdizione dei Tribunali ordinari”. Sul lato dell’azione della Procura, “è necessario garantire l’esclusività delle funzioni e salvaguardare il bagaglio di enorme competenza ed esperienza di cui sono portatrici le Procure presso i Tribunali per i minorenni.

Le Procure hanno competenze non solo in ambito penale, in chiave di recupero dei minori, ma anche in ambito civile, con iniziative a tutela degli stessi e compiti di sorveglianza delle comunità. In altre parole, ha specialità funzionali del tutto diverse dalla Procura presso i Tribunali ordinari”. “Ciò che emerge – conclude la Garante Albano – è che è necessario superare le criticità descritte e realizzare un sistema di tutela giurisdizionale con competenze esclusive in favore delle persone di minore età che sia in grado di coniugare le esigenze di specializzazione con quelle di prossimità”.

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