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07
Settembre
2016

Misure straordinarie di accoglienza dei MSNA: monitorarne l’attuazione e intervenire con una riforma organica della materia

La Garante Albano sulle misure straordinarie per l’accoglienza dei MSNA: monitorarne l’attuazione operativa e intervenire in tempi rapidi con una riforma organica della materia “Giusto ricercare soluzioni all’esistente sistema di protezione dei minori stranieri non accompagnati per alleviare l’onere attualmente in carico ai territori di sbarco, ma attenzione alle misure straordinarie, perché si deve comunque garantire una adeguata tutela delle persone di minore età”. Così la Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, sulla norma che introduce la possibilità per il Prefetto di disporre l’attivazione di strutture ricettive temporanee, con una capienza massima di 50 posti, esclusivamente dedicate ai minori ultraquattordicenni, nel caso in cui non siano disponibili posti nelle strutture governative di prima accoglienza o nell’ambito dello SPRAR e l’accoglienza non possa essere assicurata dal Comune in cui il minore si trova. Il comma 3-bis introdotto all’articolo 19 del Decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, prevede tale possibilità in presenza di arrivi consistenti e ravvicinati di minori stranieri non accompagnati e non vi sia disponibilità di posti nelle strutture a tal fine già adibite. “E’ importante verificare l’attuazione operativa di questa nuova possibilità - continua la Garante - perché si possa offrire una adeguata tutela delle persone di minore età che, è bene ricordarlo, sono particolarmente vulnerabili. E’ necessario poter assicurare loro modalità e standard appropriati ai loro specifici bisogni, garantendo uniformità di trattamento ed omogeneità di servizi su tutto il territorio nazionale e in ogni fase dell’accoglienza. Inoltre è necessario individuare tempi certi e limitati di permanenza in queste strutture temporanee. Una permanenza protratta in strutture temporanee può rilevarsi oggettivamente pregiudizievole, anche perché non consente un rapido avvio degli interventi di integrazione ed inclusione sociale né consente, alle persone di minore età, di trovare un punto di riferimento stabile”. “L’Autorità Garante monitorerà in modo costante l’applicazione pratica ed operativa di questa norma - chiarisce la Garante Albano - ma l’auspicio è che si esca in tempi rapidi dalla logica emergenziale e che si avvii un intervento di sistema, un ampliamento della rete di accoglienza, e l’istituzione di una cabina di regia che abbia la fotografia della disponibilità delle strutture su tutto il territorio, per consentire il trasferimento dei minori nella seconda accoglienza nel rispetto dei tempi previsti dalla legge, con una equa ripartizione e distribuzione dei minori fra i Comuni italiani. Non c’è dubbio - conclude l’Autorità garante - che vi sia bisogno di una riforma organica della materia attraverso l’emanazione di una nuova legge, conclamate le carenze della norma vigente, confermate dai continui interventi del legislatore”.

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